Via Napoli 9, Pescara
+39 085 4452514
info@dsdstudiolegale.it

Vacanza annullata a causa del Coronavirus

Vacanza annullata a causa del Coronavirus

L’emergenza sanitaria che ha colpito tutti i settori della nostra economia non ha, ovviamente, risparmiato quello turistico. La conseguenza del divieto di spostarsi liberamente, sia in ambito nazionale che extra nazionale, è stata quella dell’annullamento di tutti i pacchetti turistici già acquistati dai clienti, in ottemperanza alle normative di legge che via via si sono susseguite. 

Cosa succede, quindi, alle somme già versate dai clienti? Il D.l. 9/2020 ha previsto, all’art. 28 com. 5, che la decisione sia rimessa direttamente all’organizzatore del viaggio il quale può proporre tre alternative:

– Offrire un nuovo pacchetto, equivalente o superiore;

– Rimborsare quanto già versato, nel rispetto dei termini previsti dall’art. 41, com. 4 e 6, del “Codice del turismo”;

– Emettere un voucher pari all’importo dovuto e da utilizzare entro un anno.

Dalla lettura di queste tre alternative, emerge chiaramente che non è previsto alcun rimborso automatico.

Tale normativa, però, è in contrasto con la legislazione nazionale: infatti, il già citato art. 41 Codice del turismo prevede che “in caso di circostanze straordinarie ed inevitabili”, tra cui può ricomprendersi l’emergenza sanitaria, il consumatore ha diritto al rimborso integrale dei pagamenti effettuati per il pacchetto. Una simile misura è stata ribadita anche dalla direttiva CE 2302/2015, secondo la quale è necessario il rimborso integrale di quanto versato. Trattandosi di una direttiva, spetterà all’Italia scegliere la modalità per recepirla ed applicarla.

In definitiva, non potrà essere l’agenzia a scegliere, ad esempio, di offrire il voucher se la volontà del cliente è quella di ottenere l’integrale rimborso di quanto già versato.