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La comunicazione dei dati del conducente

La comunicazione dei dati del conducente

Quando si riceve la notifica di una violazione del codice della strada che prevede, oltre al pagamento della sanzione pecuniaria, anche la decurtazione dei punti dalla patente, il verbale di contestazione contiene anche l’invito ed effettuare la comunicazione dei dati del conducente entro un determinato termine, calcolato in 60 giorni; l’ipotesi tipica è quella della multa per eccesso di velocità che non è possibile contestare nell’immediatezza perché, ad esempio, rilevato attraverso l’autovelox. Qualora la comunicazione non venga effettuata nel termine di 60 giorni, si incorre in un’ulteriore sanzione pecuniaria, a meno che non si dimostri che l’omessa comunicazione è dovuta a giustificato e documentato motivo.
È bene sapere che, come ha chiarito la Corte di Cassazione con l’ordinanza num. 8479 del 5 maggio 2020, le due violazioni, quella collegata all’eccesso di velocità e quella, eventuale, collegata all’omessa comunicazione dei dati del conducente, viaggiano su binari differenti; infatti, nel caso in cui venga proposta opposizione avverso il verbale di accertamento dell’eccesso di velocità “il termine entro cui il proprietario del veicolo è tenuto – ai sensi dell’articolo 126-bis, comma 2, quarto periodo cit. codice – a comunicare all’organo di polizia che procede i dati relativi al conducente, non decorre dalla definizione del procedimento di opposizione avverso il verbale di accertamento dell’illecito presupposto, ma dalla richiesta rivolta al proprietario dall’organo di polizia, senza che quest’ultimo sia tenuto a soprassedere alla richiesta in attesa della definizione della contestazione dell’illecito”; pertanto, anche in caso di annullamento dell’illecito presupposto ben si può essere condannati al pagamento della sanzione pecuniaria derivante dall’omessa comunicazione dei dati, stante l’autonomia delle due infrazioni, in quanto la seconda riguarda un obbligo di collaborazione nell’accertamento degli illeciti stradali.
In conclusione, a causa dell’autonomia delle due infrazioni, e delle relative sanzioni, è necessario azionarie singoli rimedi contro ognuna di esse, altrimenti ciascun verbale emesso diventa esecutivo e l’ente impositore dà mandato all’ente esattore per la riscossione di quanto dovuto.